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STORIA DELLA BIBLIOTECA CIVICA

Le origini della Biblioteca civica di Rivoli risalgono al 1856, quando l'avvocato Gaspare Grandi, uomo politico studioso di storia e collezionista di numismatica e mineralogia, donò al Comune la propria biblioteca, che costituisce attualmente in fondo antico insieme al lascito della signiorina Paola Fiorito che,nel 1906, donò i libri del padre Gioacchino, medico, filantropo e uomo politico.

Si tratta di una raccolta di preziosi volumi di filosofia, letteratura e scienze naturali. Tale biblioteca venne ospitata in una sala del Castello di Rivoli, dove venne anche resa eccessibile al prestito con regolamento del 1910. Seguirono vari tentativi di istruire una biblioteca popolare, le cui vicende si intrecciano con l'avvento del fascismo ed il successivo conflitto mondiale, fino all'immediato dopoguerra quando l'incarico di gestire una biblioteca circolante venne affidato all'Unione Donne Italiane.

Nel 1975 con il materiale librario delle precedenti Biblioteche, adeguatamente arricchito, venne aperta al pubblico una nuova biblioteca comunale con sede in via Piol, poi definitivamente trasferita nell'attuale sede di corso Susa, un tempo villa privata, inserita in un ampio parco reso pubblico. Nel 1992 la sede è stata ampliata con la realizzazione di due ampie sale di consultazione immerse nel verde del Parco Salvemini.